RISCALDARE CON L’ENERGIA SOLARE

RISCALDARE CON L’ENERGIA SOLARE
Quella solare è un’altra risorsa preziosa che può integrare l’energia necessaria per riscaldare e condizionare le nostre abitazioni.

Il riscaldamento degli ambienti presenta due aspetti distinti a seconda se si tratta di un edificio con impianto preesistente o di un impianto nuovo in un edificio di nuova costruzione.

La maggior parte degli impianti per il riscaldamento degli ambienti, sia di tipo centralizzato, che autonomo, fanno uso di radiatori del tipo a termosifone, con temperature dell’acqua all’uscita della caldaia di 70-80°C e richiedono temperature minime attorno ai 60°C.

La temperatura fornita dai collettori solari termici è molto variabile e nei mesi invernali spesso con temperature medie dal fluido vettore nell’ordine dei 50-60°C.

Gli impianti a termosifone non utilizzano quindi il collettore solare in modo ottimale, in questi impianti preesistenti, il sistema solare termico può apportare un risparmio come preriscaldatore.

Se si vuole utilizzare l’energia solare in modo più efficiente conviene utilizzare impianti di riscaldamento diversi, un’alternativa è il riscaldamento ad aria anziché ad acqua con l’utilizzo di termoconvettori ventilati.

Questi impianti sono efficaci, ma presentano gli stessi inconvenienti degli impianti di condizionamento estivo (refrigerazione): rumorosità e possibili problemi per vie respiratorie e di allergie, ecc…

Più efficace e sotto alcuni aspetti anche più salutare è il riscaldamento con sistemi radianti a bassa temperatura a parete o sotto pavimento, questi impianti consistono in pratica di sottili (ma non troppo!) tubi disposti in vari modi (spirale, serpentine, ecc…) lungo le pareti sotto l’intonaco o sotto il pavimento nei quali scorre acqua calda.

Tali sistemi necessitano di una bassa temperatura del tubo di mandata per l’acqua calda (40-50°C), danno un ottimo benessere grazie al calore irradiante e riducono la polvere generata invece da elementi di riscaldamento quali convettori o radiatori.

Il benessere dell’individuo in un ambiente non è dato infatti solamente dalla temperatura, ma da diversi fattori, tra i quali è importante quello della radiazione termica delle pareti (pavimento e soffitto inclusi), l’umidità e la velocità dell’aria.

Ognuno può fare l’esperienza di trovarsi a sentir freddo anche a temperatura ambiente elevata qualora le pareti siano fredde o fatte con un certo materiale (p.es. baracche di lamiera invece che di legno od altro).

La scelta tra riscaldamento a parete o a pavimento dipende principalmente dall’ubicazione dei locali, dalla destinazione del fabbricato e da altri fattori tecnici.

RENDIMENTO DEI COLLETTORI SOLARI
Se l’impianto di riscaldamento è a bassa temperatura, esso può essere integrato e collegato all’impianto composto da pannelli solari termici.

Il rendimento di un convettore viene misurato dal rapporto tra l’energia radiante incidente e l’energia fornita all’uscita del pannello.

Esso è legato alle caratteristiche costruttive del collettore (assorbimento o sottovuoto) e dei materiali adottati, il rendimento varia anche in funzione della differenza tra le temperature dell’assorbitore e dell’ambiente esterno (diminuisce con l’aumentare del divario) e dell’intensità dell’energia solare incidente.

IMPIANTI IDRAULICO E DELL’ACQUA
Una famiglia di quattro persone consuma in media 40 litri di acqua calda al giorno per persona, per un totale di 70-100 mila litri l’anno.

Lo scaldabagno elettrico è un apparecchio che incide moltissimo sui consumi energetici e sul portafoglio: in un anno si spendono circa 500 euro per acqua riscaldata con energia elettrica.

Al momento dell’acquisto sarebbe consigliabile sceglierne uno a gas: con il metano si spendono circa 350 euro l’anno.

Il costo di acquisto e di installazione è più alto ma i costi di gestione sono nettamente più bassi, comunque è inutile uno scaldabagno troppo grande.

Ecco alcuni suggerimenti per ridurre i consumi e migliorare l’efficienza dello scaldabagno elettrico:
•Installare un timer per regolare l’accensione e non riscaldare l’acqua quando non serve.
•Regolare il termostato a 40 o 45 gradi in estate e 60 in inverno: è inutile avere acqua caldissima o bollente che poi si deve miscelare con quella fredda.
•Bisogna riparare puntualmente eventuali perdite dai rubinetti dell’acqua, se la cucina è distante dal bagno, è meglio installare un secondo boiler, la manutenzione va effettuata periodicamente (ogni due o tre anni) per eliminare calcio e incrostazioni: uno scaldabagno male isolato o con le pareti interne incrostate di calcare può far crescere moltissimo il consumo di elettricità.
•Se l’acqua della rete idrica è molto calcarea sarebbe opportuno installare un addolcitore a monte dell’impianto idraulico che alimenta gli elettrodomestici.
 

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