Raffrescamento Passivo nelle Case in Bioedilizia

11 Gennaio 2022 - Approfondimenti

Raffrescamento Passivo nelle Case in Bioedilizia

All’interno di una casa prefabbricata in legno è possibile beneficiare del raffrescamento passivo. Tecniche e metodi costruttivi consentono di ridurre il surriscaldamento estivo senza costi e consumi previsti dai tradizionali sistemi di climatizzazione.

 

Raffrescamento Passivo nelle Case in Legno

 

Il calore passa attraverso il tetto, i muri, le finestre ed i pavimenti, ed il raffrescamento passivo è senza dubbio il metodo più economico per mitigare le afose temperature estive all’interno di un’abitazione, anche quello con il minore impatto ambientale.

Il forte calore all’interno di una casa è causato principalmente dalle alte temperature esterne e dall’accensione di alcuni elettrodomestici, come il forno e il gas. L’obiettivo principale è proprio la riduzione del guadagno di calore dall’esterno durante il giorno, facilitando il ricambio d’aria durante la notte, quando la temperatura esterna è minore.

Per tale motivo è molto importante una precisa disposizione ed orientamento dell’abitazione in modo da poter sfruttare le brezze notturne, e l’utilizzo di ventilatori in grado di muovere l’aria quando la brezza è assente.
Fondamentale risulta la scelta di finestre ed infissi di qualità (leggi anche: quali infissi scegliere per una casa ecologica) e il poter ombreggiare le finestre esposte a sud e ad ovest anche grazie a delle piante o semplici tende esterne.

 

Cosa si intende per passivo?

 

Generalmente per “sistema passivo” s’intende un sistema in grado di fornire un servizio grazie al solo utilizzo di flussi di energia rinnovabile che circondano l’abitazione (per esempio il vento e il sole), senza l’impiego di macchinari ausiliari.

È pur vero che quando si passa al lato pratico i criteri non sempre possono rimanere così rigidi. Infatti, quando si fa riferimento alla “progettazione passiva” si tende ad indicare una progettazione che combina l’utilizzo dei sistemi passivi con alcuni componenti attivi. Tra essi troviamo ventilatori e pompe, anche se ciò non è in perfetta coerenza con la filosofia della casa “passiva”.

 

Il raffrescamento passivo (o naturale) in una abitazione

 

Le due principali tecniche su cui si basa il raffrescamento passivo di un’abitazione e nelle nostre case in bioedilizia sono:

  • Il controllo termico: consiste nell’ostacolare il trasferimento dell’aria calda all’interno dell’edificio. È possibile attuare tale tecnica respingendo il calore che proviene dall’esterno prima che possa raggiungere lo spazio da climatizzare. È possibile anche gestire nel modo più appropriato la quantità di calore prodotto all’interno di un edificio.
  • La dissipazione (o raffrescamento naturale): consiste nel rimuovere il calore indesiderato dall’edificio, nonché quello che è sfuggito al controllo termico. Sono previste diverse tecniche per raggiungere questo scopo, basate principalmente sull’utilizzo appropriato della ventilazione.
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