NON SPRECARE L’ACQUA

In Italia circa il 60% dei consumi d’acqua è impegnata in agricoltura, il 25% nell’industria, il 15% per usi domestici.

Proprio in casa, però, si è concentra la quasi totalità dei consumi di acqua potabile, ottenuta dalle risorse di migliore qualità.

Purtroppo la cattiva condizione della nostra rete idrica fa si che un terzo dell’acqua immessa negli acquedotti si perda strada facendo.

Inoltre, dei 250 litri che ciascuno di noi consuma ogni giorno, solo una parte è utilizzata per il consumo diretto, per cucinare o per l’igiene personale, usi che richiedono la più alta qualità.

La parte prevalente viene impiegata per usi tutt’altro che privilegiati; sciacquoni, lavaggio di pavimenti e autovetture, giardinaggio.

Sprecare acqua significa anche sprecare energia.

Esistono in commercio dispositivi che la riducono in quanto miscelano l’acqua aumentandone la pressione e arricchendola di ossigeno.

L’acqua esce cosi in quantità minore ma con maggior potenza.

UN POPOLO DI SPRECONI

L’Italia è uno dei paesi che utilizza più acqua potabile: il consumo totale pro capite si aggira infatti sui 200 litri per abitante al giorno, mentre nella maggior parte delle altre città europee il valore è di 150 litri.

Nel nostro Paese manca completamente la cultura del risparmio delle risorse idriche.

Se si vuole contenere il proprio bilancio familiare, di solito si cerca di risparmiare sulla bolletta del telefono o della luce, raramente ci preoccupa di chiudere i rubinetti di casa.

Il consumo dell’acqua insomma, è una delle ultime preoccupazioni anche per il cittadino risparmiatore, al punto che spesso si ignora persino l’ammontare della propria spesa per l’acqua potabile, anche perchè le tariffe italiane sono molto più basse di altre città europee.

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