Legno: un materiale green

Per il settore dell’edilizia l’ultimo decennio è stato travolto dagli effetti negativi che la crisi economica italiana ha provocato, mettendo in ginocchio l’intero paese.
Non è necessario essere economisti per capire e comprendere ciò che sta avvenendo e probabilmente avverrà al mercato immobiliare italiano, che negli ultimi periodi è stato caratterizzato da forti crolli e grandi perdite, che purtroppo non sembrano volersi arrestare.

Una contro-tendenza però è rappresentata dal settore della bioedilizia, nonchè dalla case prefabbricate in legno che stanno suscitando grande interesse e riscontri positivi tra l’intera popolazione; addirittura il mercato degli edifici realizzati con la struttura di legno nello scorso anno non ha registrato alcun segno di cedimento, anzi, crescente è il numero di coloro che per la prima volta si avvicinano a tali innovativi e vantaggiosi sistemi costruttivi.

Il settore delle costruzioni in legno si rivolge a diverse fasce della committenza privata ed è in grado di offrire una tipologia di edilizia di alta gamma, che rispetta pienamente i requisiti tecnico–normativi previsti dalla legislazione nazionale.

Il legno generalmente è un materiale molto apprezzato da ingegneri ed architetti poiché grazie alla sua flessibilità permette di progettare strutture dalla forme architettoniche particolari e dal design moderno, inoltre è spesso utilizzato per arredare gli ambienti interni, ottimale sia nei contesti classici, sia nei contesti più moderni.

Il legno ha fatto e fa parte della cultura degli essere umani e delle loro tradizioni, per questo motivo oggi può essere considerato un punto di partenza per nuove idee nel campo della ricerca, dello sviluppo e delle realizzazioni artigianali e industriali, proprio grazie alla sua capacità di riprodursi naturalmente.
Il legno è ecologico nel vero senso della parola, poiché all’albero sono legate molte relazioni fra esseri viventi e impiegare il legno in edilizia significa evitare l’utilizzo di altri materiali il cui impatto ambientale è negativo. 
Sebbene tagliare un albero crei una frattura locale nel ciclo della vita all’interno del bosco, è doveroso sottolineare come una gestione responsabile delle foreste sia in grado di contribuire a mantenerlo in vita, pertanto per un bosco “sfruttato” nel rispetto dei principi della selvicoltura naturalistica, risutlerà rigoglioso, costituito da piante ad alto fusto, ricco di numerose e diverse specie animali e vegetali. Se il prelievo viene fatto correttamente è assicurato che gli alberi tagliati saranno sostituiti anche senza l’intervento di piantumazione da parte dell’uomo.
Infine non deve essere dimenticato che il legno è sostenibile, questo è dimostrato dal fatto che quando un albero si decompone o brucia, diffonde nell’aria la stessa quantità di anidride carbonica (CO2) che una volta cresciuto avrebbe sottratto all’atmosfera, per questo il ciclo di un albero è ad emissione zero di CO2.
I boschi quando sono in crescita sono in grado di ridurre l’anidride carbonica presente nell’atmosfera, contribuendo di conseguenza al contenimento del fenomeno dell’effetto serra.

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