Legge finanziaria degli ultimi anni

 

Le leggi finanziarie degli ultimi anni, con le relative modifiche ed integrazioni, hanno cambiato notevolmente i sistemi per accedere alle incentivazioni statali riguardanti le ristrutturazioni edili, gli interventi finalizzati al risparmio energetico sugli edifici esistenti e la loro riqualificazione.

Attualmente, è possibile beneficiare delle detrazioni del 50% anche sostituendo una vecchia caldaia con una caldaia standard (non a condensazione) purché ci sia un certificato, della casa produttrice, che ne attesti l’alto rendimento, ossia un rendimento maggiore od uguale dal 90% al 100% della potenza, tale detrazione valida fino al 31.12.2014 ritornerà al 36% da 01.01.2015.
Inoltre, fino al 31.12.14 è possibile usufruire della detrazione al 65% in caso di sostituzione con una caldaia a condensazione, in tal caso è necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato, la stessa agevolazione sarà valida fino al 06.06.2015 per gli interventi riguardanti le parti comuni degli edifici o che interessano tutte le unità immobiliari di un condominio.

Caldaie a condensazione, caldaie standard, prestazioni.
Dal punto di vista tecnico, sia le caldaie standard che quelle a condensazione hanno gli stessi principi base di funzionamento, esse oltre a fornire l’acqua calda sanitaria, costituiscono spesso il generatore di un impianto che ha come fluido termovettore l’acqua (un impianto idronico) che trasporta il calore ai terminali dell’impianto, questi ultimi possono essere dei radiatori, dei ventilconvettori o delle superfici radianti come pareti e pavimenti.

Mettendo a confronto le due tipologie di caldaie, naturalmente a parità di potenza, di combustibile utilizzato e di condizioni di utilizzo, la più efficiente dal punto di vista energetico sarà quella in grado di trasmettere una maggiore quantità di calore al fluido termovettore e quindi agli ambienti da riscaldare.
Nelle caldaie standard i bruciatori espellono una grande quantità di fumi prodotti dalla combustione, che inquinano e fuoriescono a temperature molto alte (dell’ordine dei 100°C) sprecando all’esterno dell’edificio una gran quantità di calore.

In pratica il rendimento per una caldaia standard è di circa il 90%, inteso come il rapporto tra la potenza termica utile resa dalla caldaia e quella fornita dal combustibile.
Nelle caldaie a condensazione, invece, i fumi prima di essere espulsi, esalati all’esterno della caldaia vengono convogliati in uno scambiatore di calore, all’interno del quale il vapore acqueo condensa a seguito del raffreddamento (circa 80 °C), per cui i fumi fuoriescono a temperature molto più basse rispetto ad una caldaia standard. La condensazione dei fumi permette di recuperare un’aliquota di calore che altrimenti sarebbe persa, il calore latente di condensazione, ossia quello ceduto dai fumi durante il passaggio da vapore a liquido dell’acqua che contengono.

Mediamente, il recupero del calore latente permette alle caldaie a condensazione di avere prestazioni superiori del rispetto a quelle ottenute dalle caldaie standard, inoltre, le caldaie a condensazione costituiscono il generatore di riferimento per tutte le moderne soluzioni impiantistiche di riscaldamento anch’esse, naturalmente, orientate alla riduzione della spesa energetica.
 
Condensazione e valutazioni economiche
I moderni impianti di riscaldamento sono quasi sempre realizzati con dei ventilconvettori o delle superfici radianti che lavorano bene (es. pannelli a pavimento il sistema più usato), rispettivamente con caldaie che producono acqua in mandata a 40/45°C e 30/35°C che sono valori nettamente inferiori ai 60°C dell’acqua per un classico impianto a radiatori e che permettono un evidente risparmio al quale si aggiunge il vantaggio della condensazione.
Osserviamo che anche i radiatori o termosifoni per le più semplici e vecchie tipologie di impianti di riscaldamento si sono evoluti, negli ultimi anni, in modo da trasmettere in misura maggiore il calore per irraggiamento piuttosto che per convezione.

Il meccanismo di trasmissione del calore per irraggiamento, grazie alle maggiori superfici radianti, permette di lavorare con temperature dell’acqua più basse e sfruttare i vantaggi delle caldaie a condensazione rispetto ai vecchi radiatori che con poca superficie radiante lavorano con temperature dell’acqua più alte.
Concludiamo precisando che le caldaie a condensazione sono più costose di quelle tradizionali, anche questo è un motivo per il quale è stata introdotta da diversi anni l’incentivazione che oggi è del 65%.
Quindi per valutare se tale investimento potrà essere opportuno in sede di ristrutturazione del proprio immobile, bisognerà sommare i rimborsi ottenuti grazie agli incentivi, al risparmio annuale che si otterrà in bolletta con il minor consumo, ricordando che si contribuirà in questo modo anche alla riduzione dell’inquinamento.
 

 

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