La Casa (cap. 4)

La progettazione

I criteri cui deve ispirarsi il progetto di un edificio sono la salute psicofisica dell’uomo e l’armonia con l’ ambiente interno/esterno.

La qualità dello spazio costruito è influenzata da molteplici parametri di natura fisica, tecnica e culturale.

Il compito del progettista è quello di riuscire a integrare con questi elementi nella globalità del suo progetto.

L’atto progettuale deve essere quindi una costante ricerca della qualità complessiva e non di tanti frammenti isolati nel rispetto dell’utente dell’edificio.

Infatti, un rapporto non soddisfacente con la propria abitazione o luogo di lavoro, provoca nell’utente una serie di effetti negativi, dal piano fisico a quello psicologico.

BENESSERE E QUALITA’ DELL’AMBIENTE

I criteri a cui si ispira il concetto di edificio ecologico sono la salute psico-fisica dell’uomo e l’armonia con l’ambiente.

Le condizioni di comfort, salute e sicurezza devono quindi realizzarsi unitamente a prestazioni di compatibilità ambientale.

Ogni edificio quindi dovrebbe garantire prestazioni non solo al fine di offrire i migliori livelli di comfortnai suoi abitanti ma stabilire anche relazioni positive con il contesto ambientale.

L’edificio rappresenta un importante indicatore di qualità, che viene avvertito dai suoi abitanti.

Salvaguardare e recuperare in questo modo gli ambienti costruiti rappresenta anche la forma più intelligente di valorizzare degli edifici e degli immobili esistenti o che si vanno a costruire.

Ogni volta che si interviene è quindi importante valutare complessivamente l’insieme ed il contesto disponibile, rivolgendosi con uguale attenzione sia agli interventi di ristrutturazione, di manutenzione che a quelli ex novo.

Nuovi valori culturali e stili di vita accrescono la sensibilità per l’ambiente svolgono un ruolo importante di tutela per la collettività.

Una migliore qualità ambientale la si ottiene con il mantenimento del controllo globale delle componenti: analisi del sito (inquinamento elettromagnetico, radioattivo…, salubrità dell’aria, dell’acqua, inquinamento indoor, qualità dei materiali, progettazione ergonomica degli spazi e degli arredi, bilancio energetico dell’edificio…

E’ quindi necessario l’uso di materiali e prodotti biocompatibili, ma anche un’equilibrata ed attenta valutazione delle componenti edilizie già esistenti, con l’intento, ad esempio, di evitare inutili sprechi di risorse e materiali laddove non si renda necessario.

La storia degli insediamenti e dell’architettura è ricca di modelli in cui è possibile rilevare le condizioni di equilibrio tra l’uso ottimale delle risorse energetiche, le tecnologie costruttive e la morfologia degli spazi.

I CRITERI DELLA BIOARCHITETTURA

Riepiloghiamo di seguito i criteri che sono alla base dell’ecologia dell’abitare che come vedremo in queste pagine, guardano in modo particolare al benessere dell’uomo e al risparmio dei consumi oltre ad un maggior utilizzo delle energie rinnovabili.

Ecco le diverse fasi cui si deve ispirare un progettista “Bio”:

1.       Indagine e analisi ambientale, progettazione e realizzazione degli impianti a risparmio energetico che utilizzano le fonti energetiche e rinnovabili come sono aria e acqua.

2.       Sistemi che si indirizzano anche al benessere psicofisico oltre che al risparmio energetico.

3.       Uso dei materiali, organizzazione degli spazzi, degli arredi al fine di tutelare il benessere psico-fisico evitando fonti di malessere ed ogni forma di inquinamento.

4.       Analisi, progettazione e realizzazione del benessere negli ambienti (notturni, zone giorno, spazi di servizio, di lavoro), attraverso la migliore fruibilità dello spazio, il piacere estetico-visivo, la salubrità degli ambienti e dei materiali, le appropriate soluzioni per l’acustica, l’illuminazione, i colori ed il clima.

 

 

 

Rispondi

Continua a leggere