La Casa (Cap. 1)

La Casa (Cap. 1)

L’atenzione posta dalla cultura orientale alla ricerca dell’ arminia e del benessere costituisce il fondamento di una tradizione millenaria che, nei rispettivi paesi di origine, prevade tutte le discipline del sapere e, di conseguenza, il modo di vivere degli individui olte che quello di porsi nei confronti delle attività produttive.

Una consapevolezza che non appartiene invece al mondo occidentale.

E’ solo a partire dai primi anni 70 che una certa enfasi nei confronti del rapporto esistente tra il benessere psicofisico dell’ individuo e l’ambiente che lo circonda incominciano a strutturarsi e a lasciare qualche traccia nelle modalità e tecniche adottate per modificare l’ambiente naturale.

Con ulteriore ritardo, discipline che in modo più o meno corretto, vengono riconosciute sotto il termine di bioarchitettura arrivano anche nel nostro Paese, quando altri contesti europei hanno dimostrato di aver già recepito alcune indicazioni per intervenire sul territorio in modo ambientalmente compatibile, o ecologicamente meno impattante.

Comunque non si può fare a meno di constatare oggi che anche da noi i consensi riscossi da tali discipline risultino in continuo aumento, infatti la posta in gioco non riguarda semplicemente i criteri per la realizzazione delle abitazioni o degli edifici nei quali si trascorre la maggior parte del prprio tempo, ma più in generale, il modo di porsi nei confronti dello sfruttamento di tutto ciò che il pianeta, sotto varie forme, ci mette a disposizione.

Evidentemente, il ruolo svolto dalle modalità di realizzare edifici in grado di rapportarsi in modo equilibrato con l’ uomo e con il mondo cicostante rappresenta un ambito particolarmente significativo, sia per l’inevitabile interferenza che questo esercita nei confronti di chi lo abita, sia per l’importanza che il settore delle costruzioni, della pianificazione del territorio e dei relativi indotti presentano in termini di impatto ambientale, misurabile attraverso i noti indicatori di consumo delle risorse quali territorio, materia, energia, acqua, aria…

Rispetto a questioni di tale portata, i problemi tipicamente associati al comparto dell’edilizia non possono più rimanere confinati, affrontati e risolti all’interno dimlogiche di settore, ma entrano a far parte di uno scenario più complesso e allargato che come tale viene percepito.

Il rapporto tra progresso tecnologico e rispetto delle risorse ambientali sembra diventare in modo sempre più tangibile la principale sfida per gli anni a venire per tutti i tipi di attività, i segnali di questo fenomeno si possono rintracciare su più fronti.

Anche in Italia il fenomeno costituisce ormai una realtà tangibile e di questo si è avuto conferma dal grande interesse culturale e commerciale in occasione di fiere a tema ambientale ed edilizio.

I riflessi di questo nuovo approccio ai consumi fortemente ispirato al benessere sono del resto rintracciabili in una relatà di mercato che si fa sempre più consistente: il “naturale”.

Anche in Italia da qualche tempo si stanno compiendo notevoli progressi nel settore, in particolare per trovare soluzioni realizzabili da tutti.

Luca Isonni

 

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