La BIOarchitettura

L’architettura sostenibile (detta anche bioarchitettura) progetta e realizza strutture con l’obiettivo di ridurre gli impatti sull’ambiente.
L’architettura biologica è un approccio culturale al progetto che fa riferimento alla “baubiologie”, nonché la bioedilizia, nata durante gli anni settanta in Germania.

L’armonia con l’ambiente e il benessere fisico e psichico degli esseri umani sono valori fondamentali che sostengono il concetto di struttura ecologica, la quale deve rispettare requisiti di comfort, salute, sicurezza e compatibilità con l’ambiente. Per tale ragione ogni edificio deve garantire un determinato standard di qualità abitativa, rispettando nel contempo le risorse naturali, le esigenze sociali, la storia e la qualità dei luoghi.

E’ molto importante ai fini della realizzazione di un edificio in bioedilizia tenere in considerazione tre elementi:

1) I MATERIALI, i quali dovranno:
– Provenire da processi lavorativi non inquinanti
– Essere realizzati attraverso l’utilizzo di materie prime rinnovabili e naturali
– Risultare durevoli e facilmente riciclabili
– Provenire da luoghi vicini a quelli in cui saranno utilizzati (cd prodotti a km 0)

2) L’IMPIEGO CORRETTO DELLE RISORSE, che implica:
– L’utilizzo di energie rinnovabili
– L’impiego di criteri costruttivi , come la forma e il collocamento dell’edificio
– L’utilizzo di criteri costruttivi ed impiantistici adeguati al tipo di struttura e all’utilizzo.

3) IL BENESSERE E LA SALUTE, che potrebbero essere minacciati da:
– Fonti di inquinamento elettromagnetico causate da elettrodi o ripetitori
– Tossicità derivante da materiali utilizzati per la costruzione (problema aggirabile grazie all’utilizzo di ventilazione dell’ambiente)
– Inquinamento elettromagnetico causato dall’impianto interno, in parte evitabile se si predispone correttamente la distribuzione dei punti di presa e degli interruttori, attraverso l’applicazione di disgiuntori e il corretto posizionamento dei quadri elettrici

Per realizzare una struttura è necessario impiegare considerevoli quantità di materiali, energie e risorse; è necessario inoltre ricoprire e modificare le condizioni di un suolo, interagendo con il paesaggio circostante. L’edificio quando prenderà vita avrà bisogno di essere “alimentato” attraverso l’utilizzo di altre risorse materiali ed energetiche, tutto ciò in un contesto ambientale che accolga i suoi rifiuti, li trasformi ed infine li recuperi. Infatti se in un futuro si dovesse decidere di rimuovere l’edificio è fondamentale che questo possa tornare all’ambiente in modo semplice e naturale.

Tenendo in considerazione quello che è il ciclo di vita del manufatto edilizio è possibile individuare i principi cardine dell’architettura bioecologica:

– L’analisi del luogo in cui sorgerà l’edificio, per sfruttarne pregi e potenzialità, individuando gli elementi inquinanti e perturbatori
– L’analisi delle esigenze degli abitanti, affinché si possa progettare una struttura sulla base delle esigenze di chi vi abita
– La scelta di materiali biocompatibili, che non danneggino né l’uomo né l’ambiente
– La progettazione dell’edificio, affinché contenga il suo fabbisogno energetico
– L’integrazione con l’ambiente, senza danneggiarlo e senza sfruttarne le potenzialità
– L’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, come per esempio il sole
– L’utilizzo di impianti ad alta efficienza energetica
– La valutazione della collocazione più opportuna dell’edificio e delle aperture

 

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