L’energia è preziosa

Questo secolo dovrà essere molto più attento ad un uso intelligente di tutte le risorse naturali come l’acqua, il sole e il vento.

L’energia che proviene dalla terra è una cosa estremamente preziosa.

Due sono le cose alle quali bisogna prestare attenzione in campo energetico: il rifornimento e lo spreco.

 

 

Un edificio architettonico ben progettato può ridurre drasticamente gli sprechi di energia negli edifici ma soprattutto rendere l’abitabilità oltremodo piacevole.

Per quanto riguarda il rifornimento dell’energia, bisogna fare qualche considerazione preliminare.

Dobbiamo renderci conto, che tutta l’energia utilizzata sul nostro pianeta ha un’unica sorgente: Il Sole.

E’ da li che provengono tutte le forme di energia che si manifestano sul nostro pianeta; termica, nucleare, fotovoltaica, biologica….

Quando pigiamo il pedale del gas della nostra auto utilizziamo energia solare, quando facciamo jogging, o leggiamo questo articolo, utilizziamo energia solare, se oggi in inverno non battiamo i denti in qualche remota caverna, lo dobbiamo all’energia solare.

Insomma, in qualsiasi maniera noi cerchiamo di organizzare la nostra vita dal punto di vista energetico, non possiamo fare a meno in modo diretto od indiretto del nostro astro principale: Il Sole.

L’energia solare si manifesta infatti sulla terra in diversi modi:

  • fossilizzata in elementi come il petrolio o il carbone,

  • dispensata quotidianamente in forma diretta di radiazione solare,

  • intrinseca nella struttura della materia come quella nucleare,

  • geotermica: calore proprio del pianeta terra forse anche alimentato da processi nucleari presenti nel centro del globo.

Di estrema importanza è l’atteggiamento psicologico e la presa di coscienza rispetto alle diverse forme di energia.

Ad esempio, è stato detto e scritto molto sulla “terribile” energia nucleare.

L’energia nucleare non è terribile, è invece un’ottima fonte di energia!

Il problema del suo sfruttamento sulla terra non è intrinseco alla sua forma: è l’essere umano al suo livello attuale di sviluppo (etico, sociale, religioso,culturale…) che non è in grado di gestire una simile forma di energia senza incorrere in pericoli sostanziali per la sopravvivenza del pianeta.

Prendiamo atto che noi esseri umani non siamo in grado di gestire in modo decente nemmeno l’energia del petrolio, figurarsi poi quella nucleare!

Dunque è meglio che questa forma di energia venga “gestita” almeno per il momento, si fa per dire “fuori dalla porta di casa”: sul sole infatti, dove il suo sviluppo genera l’emissione di onde elettromagnetiche, che in grande abbondanza arrivano sulla terra pronte per essere utilizzate (solo che lo si voglia).

Prendiamo ad esempio la Germania, un paese a lungo coinvolto nello sfruttamento dell’energia nucleare e con una forte “lobby” interessata al suo sfruttamento.

Questo paese fece recentemente completa marcia indietro e nell’Aprile 2000 emise la legge EEG (Erneubare Enegien Gesetz) nella quale viene data assoluta priorità alle fonti di energia rinnovabili.

Un dettaglio: entro il 2040 la Germania si propone di fornire il 70% del fabbisogno nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili (con la “parte del leone” per quella eolica).

In Italia circa il 25% delle emissioni di CO2 (si, proprio quelle di “Kyoto”) avviene per la produzione di energia elettrica generata quasi esclusivamente dalla combustione di combustibili fossili.

I combustibili fossili sono frutto di processi chimici su resti organici durati milioni di anni quando l’energia solare creò i giacimenti di carbone, di idrocarburi (petrolio) e di gas.

Questa forma di energia è una riserva finita, destinata cioè ad esaurimento.

In questo punto è doveroso un piccolo pensiero: La Natura sulla Terra ci mise un Milione di giorni per produrre la quantità di carbone e petrolio, che l’umanità brucia in un giorno solo, mentre il sole ci spedisce QUOTIDIANAMENTE sottoforma di radiazione un’energia ben 15.000 volte superiore al fabbisogno di 6 MILIARDI DI UOMINI.

Oltre alla convenienza “economica”…vi sono anche i danni ecologici provocati dall’utilizzo dei combustibili fossili.

Questi sono talmente evidenti, sia a livello locale (inquinamento ambientale, malattie, tumori, allergie,…) che globale (effetto serra, cataclismi metereologici,…), che non occorre nemmeno entrare nel merito.

E non bisogna considerare solo i danni momentanei, ma anche quelli “storici”, quelli cioè che tramandiamo ai posteri.

Infatti, anche se nella migliore delle ipotesi l’umanità dovesse rinunciare da oggi a domani ai combustibili fossili, ci vorranno anni prima che l’effetto dei danni provocati venga meno.

Il problema è quindi più un problema culturale, che tecnico ma, come si sa, i problemi più difficili da superare sono proprio quelli culturali.

 

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