L’architettura Bioclimatica delle case in legno (cap. 2 )

La terra riceve ogni giorno una quantità di energia pari a 17,7 x 1.016 w che rappresentano una potenza di circa 100.000 volte superiore a quella installata nel 1975 in tutto il mondo. 

La scelta di utilizzare fonti energetiche rinnovabili determina dei vincoli ma offre anche grandi potenzialità.

I modelli di sviluppo, in particolare quelli edilizio-urbanistici, non sono indifferenti a questa scelta, anzi l’uso diffuso del sole e del vento modifica in profondità il modo di insediarsi, di abitare e comportarsi.
I maggiori ostacoli alla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili nell’edilizia sono quindi legati a un maggior impegno richiesto ai progettisti , alle imprese e agli utenti.

Un edificio che funzioni correttamente con il clima è infatti più complesso da progettare e deve essere pensato, realizzato e usato con intelligenza.

Le scelte di progetto relative al luogo in cui è inserito il progetto possono essere divise in due gruppi.
Il primo comprende quelle relative alla localizzazione (topografica), alla vegetazione, all’acqua, ecc…

Spesso i fattori microclimatici sono più importanti per il clima di quanto non siano le indicazioni microclimatiche come latitudine o l’appartenenza a una specifica area climatica.

Il secondo gruppo comprende le decisioni che interessano direttamente l’ambiente confinato e che si riferiscono al progetto dell’edificio, ovvero a ciò che comunemente si intende per architettura.

Si può parlare di tecniche di conservazione quando l’oiettivo principale è quello di evitare al massimo le perdite (o i guadagni) di energia.

Per questo obiettivo è importante che la forma generale dell’edificio sia compatta, con poca superficie di contatto tra esterno ed interno e che il suo involucro funzioni fondamentalmente come una barriera (termica, radiattiva e al passaggio dell’aria).

In altri casi si utilizzano tecniche di connessione quando l’intento è quello di favorire la penetrazione o l’espulsione di determinate forme di energia per migliorare le condizioni interne.

In questo caso le tecniche più utilizzate sono quelle di captazione della radiazione solare, anche se possono essere utilizzate tecniche di ventilazione, dissipazione notturna di calore, ecc…

Per questi obiettivi è importante che la forma generale dell’edificio sia poco compatta (miglior contatto con l’esterno) e che l’involucro sia costituito per la massima parte da connettori (alla radiazione, alla conduzione e ai movimenti d’aria).

Infine ci si può riferire a tecniche di stabilizzazione che tendono cioè a mantenere costanti nel tempo le condizioni energetiche interne (aumento dell’inerzia termica delle strutture interne dell’edificio).

 

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