Inquinamento Biologico

La qualità dell’aria interna è definita oltre che da aspetti chimici anche da altri parametri fisici microclimatici quali la temperatura e la velocità dell’aria, l’umidità relativa, la ventilazione, la temperatura dell’involucro, oltre all’illuminazione, al rumore e alla ionizzazione.

Il rapporto squilibrato di questi parametri provoca dei problemi di “scomfort” e di salute agli utenti di questi edifici.

Ma non solo, a volte il mal funzionamento o i problemi di manutenzione o di dimensionamento degli impianti di condizionamento, può provocare inquinamento biologico.

Infatti batteri e microorganismi sono “portati” da particelle oppure possono nascere da processi di ammuffimento a causa di alte concentrazioni di umidità nelle murature o nell’aria, ma anche a causa di scorretta o scarsa ventilazione o dell’impiego di materiali, sia sintetici che naturali, inadatti.

La concentrazione dei funghi può essere legata agli impianti di ventilazione, di riscaldamento o di condizionamento.

Se i filtri di questi sono ben manutenuti, la concentrazione dei funghi dipende dal numero di ricambi d’aria; al contrario se sono difettosi o sporchi i funghi vengono abbondantemente immessi nell’aria.

I “Fan – Coil” (ventilconvettori), gli umidificatori e in genere tutti gli impianti di areazione centralizzata possono essere responsabili della immissione di microorganismi e batteri negli ambienti interni.

I sintomi che si sono riscontrati su alte percentuali di impiegati, sono state raggruppate in cinque gruppi.

  • Manifestazioni respiratorie dovute a irritazioni e secchezza delle mucose nasali e faringee;

  • Manifestazioni oftalminiche dovute all’irritazione degli occhi;

  • Sensazioni olfattive sgradevoli;

  • Manifestazioni neuropsichiatriche con sintomi di astenia, affaticamento,difficoltà di concentrazione, nausea, mal di testa, vertigini.

Queste sensazioni spariscono o diminuiscono durante il fine settimana e si aggravano con la ripresa dell’attività lavorativa.

 

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