Il trionfo dell’economia verde

La crisi economica del 2008-2014 è il fenomeno più attuale e più preoccupante che negli ultimi anni sta logorando il nostro paese, anche se non sempre guardare allo spread deve turbarci.

Pensando allo spread green, ovvero la differenza dell’emissione di anidride carbonica per la produzione industriale rispetto alla media europea, è possibile notare come questo sia un parametro per cui l’Italia è migliore di altri paesi, come per esempio il Regno Unito e la Germania, infatti la “green economy” italiana è assolutamente viva e più che mai redditizia.
La dimostrazione di quanto affermato ci arriva dal rapporto GreenItaly 2014, recentemente presentato alla Camera dalla fondazione Symbola e da Unioncamere, che tiene costantemente monitorato lo stato del settore dell’economia verde italiana.
Dal rapporto risulta che sono ben 341.500 le aziende di almeno un dipendente nel nostro paese che negli ultimi sei anni hanno investito in prodotti o tecnologie eco-sostenibili, scelta che sembra aver comportato grandi vantaggi e ottimi risultati se si considera che più del 18% delle aziende green ha visto crescere il proprio fatturato nel 2013, contro il 12.6% della media italiana. Questo per merito di una maggiore concorrenzialità sui mercati internazionali e maggiore capacità di produrre innovazione, infatti il 19,6% delle aziende verdi esporta regolarmente merce fuori dall’Italia e il 20,6% ha sviluppato nuovi prodotti o servizi, contro l’8,7% di quelli che non investono in prodotti green.

Nel nostro Paese sono più di 3 milioni i lavori green, nonché il 13,3% dell’occupazione complessiva nazionale, e si prevedere un’ulteriore e importante crescita nei prossimi anni, con oltre 230.00 assunzioni di figure con competenze green, nonché persone qualificate che cercano un’occupazione nell’agricoltura, nel manifatturiero, nei servizi, nell’amministrazione o nella ricerca e sviluppo, in grado di contribuire alla qualità, sicurezza e salubrità dell’ambiente.
Tra le figure più richieste si distinguono quelle competenti nei settori più vari: per esempio per quanto riguarda il settore relativo all’efficienza energetica si ricercano installatori di impianti termici a basso impatto, ingegnere energetici, tecnico meccatronici; nel settore delle costruzioni si necessita in particolar modo di falegnami, esperti in demolizione per il recupero dei materiali, esperto del restauro urbano storico; inoltre sono sempre più richiesti esperti di marcheting green ed esperti di ambiente.

E’ bene sottolineare che in Italia si generano 98,5 tonnelate di CO2 per ogni milione di euro di prodotti realizzati, dato accettabile, considerando che è inferiore alla media Europea (141,3 tonnellate), nonché inferiore alla media Spagnola (127,2), Inglese (134,2) e Tedesca.
Quelli della Green Economy italiana sono dati molto importanti, ed è proprio per questo motivo che all’interno del rapporto GreenItaly 2014 , il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, ed il presidente di Symbola Ermete Realacci, vogliono convincere ognuno di noi a considerare la vera importanza ambiente, la cui difesa non è solo necessità, ma anche un’opportunità. “Sicuramente è necessario porre in atto politiche di contrasto, mitigazione e adattamento al global warming“, si legge nel documento. “Ma la sfida del clima è anche una straordinaria occasione per ripensare la società e l’economia in chiave green, per spingere sul terreno avanzato dell’innovazione e della sostenibilità le nostre imprese, per renderle più competitive e resilienti. Chi vede nel taglio delle emissioni e nel miglioramento dell’efficienza un freno alla nostra economia e alle nostre imprese, senza vedere le opportunità che ci offre la necessità di fronteggiare la crisi climatica, è su una falsa strada“.

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