Il recupero delle acque piovane

L’acqua è una delle risorse più importanti presenti sul nostro pianeta, poiché permette la vita di umani, animali, specie vegetali, nonché di ogni essere vivente presente sulla Terra. Nonostante la sua funzione così importante viene spesso considerata come scontata, interminabile e di conseguenza è spesso sprecata, anche se oggi numerosi sono gli studi, le ricerche e i fatti che attestano quanto sia importante l’acqua e quanto sia importante non sprecarla, tentandone il recupero ove possibile.
Recuperare l’acqua piovana, è uno dei primi utili passi da poter fare, al fine di salvaguardare una risorsa così preziosa, permettendo di evitare sprechi idrici legati all’utilizzo di acqua potabile anche quando non sarebbe necessario.
A seguito di abbondanti precipitazioni è possibile accumulare acqua, che potrà poi essere impiegata per altri usi, come per esempio l’irrigazione del giardino, oppure una volta filtrata potrà essere utile anche per pulire la casa e fare il bucato. L’acqua piovana, essendo priva di tracce di calcare è ottimale anche per lo sciacquone del WC, per l’igiene personale e per lavare le stoviglie.

Uno dei metodi più semplici ed efficaci per la raccolta, prevede il posizionamento di una cisterna in giardino o di un grande contenitore sul balcone, mentre se si vuole optare per metodi più sofisticati si può ricorrere ad un sistema di recupero dell’acqua piovana con serbatoio, il quale prevede un impianto di tubature che consenteno la raccolta dell’acqua piovana che cade dal tetto e dalle grondaie, affinché sia condotta in appositi serbatoi per la conservazione e la filtrazione.

Adottando quest’ultimo impianto, sarà doveroso prestare attenzione in caso di pioggia abbondante, poiché il sistema potrebbe andare in saturazione. Generalmente il serbatoio di raccolta è dotato di un dispositivo di controllo, che per merito di un galleggiante rileva la quantità di acqua presente, indicando il livello di saturazione del serbatoio stesso. E’ quindi probabile che l’acqua raccolta sia maggiore rispetto alla portata effettiva del serbatoio, che pertanto dovrà essere dotato di una conduttura di scolo per l’acqua in eccesso, che dovrà essere direttamente immessa nel sistema di raccolta delle acque bianche e poi successivamente nella fognatura. 


La capienza ottimale del serbatoio dovrà essere valutata in relazione al clima e alla collocazione della zona in cui si vive.

A causa dell’incessante aumento delle attività umane, la disponibilità di acqua potabile è in diminuzione, addirittura durante l’avvicinarsi del terzo millennio si stimava che più di un miliardo di persone non potesse avere accesso all’acqua potabile e che quasi la metà della popolazione mondiale non riuscisse a permettersi l’utilizzo dell’acqua dolce per la propria igiene. 


Quasi 3 milioni di persone, tra le quali molti bambini, muoiono ogni anno per aver contratto malattie causate dalla scarsa presenza di acqua potabile, dato reso noto dall’associazione umanitaria britannica “WaterAid” che ha stimato la morte di un bambino ogni 15 secondi.
Il World Water Development Report dell’UNESCO evidenzia come nei prossimi vent’anni la quantità giornaliera d’acqua disponibile per ogni persona diminuirà del 30%, dato estremamente allarmante, che dovrebbe far riflettere sull’importanza dell’acqua, che per nessun motivo dovrebbe essere sprecata.

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