IL COLLETTORE SOLARE SOTTO VUOTO

Il collettore sottovuoto utilizza l’effetto “thermos” o del vaso di Dewar (il fisico Scozzese che inventò nel 1893 il famoso recipiente a doppia parete con intercapedine sotto vuoto).

Il collettore è costituito da una serie di tubi in vetro in doppia intercapedine saldati all’estremità al cui interno è provocato il vuoto.

Sotto i tubi del collettore sotto vuoto viene oggi disposto uno specchio CPC (Compound Parabolic Concentrator), che con la sua forma concentra i raggi solari sul tubo aumentando l’efficienza del sistema.

Il collettore così realizzato consente un buon rendimento anche in condizioni ambientali no  favorevoli, nel periodo invernale, e con copertura parziale del cielo.

Oltre ai collettori piani vengono realizzati anche concentratori parabolici muniti di specchi, che concentrano l’energia solare in un punto dove risiede una piccola caldaia con l’acqua che scorre.

La parabola (superficie attorno ai 10 mq) è dotata di un cosiddetto “inseguitore automatico” che la fa ruotare in sincronia con il movimento solare.

Si hanno temperature di esercizio fino a 1.000 gradi C. per 40-80 mila Kcal/giorno.
L’acqua scorre nella caldaia a velocità regolabile in modo da ottenere la temperatura desiderata.
 

 

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