Elementi dell’architettura sostenibile

 

Risorse energetiche
 
Uno dei tanti problemi che l’architettura sostenibile si pone come obiettivo è quello di evitare la mancanza di fonti energetiche per le generazioni future. Esso è un problema abbastanza importante perché l’uso “maleducato” di alcune risorse (attualmente presenti) potrebbe portare a farsi che esse scarseggino in un futuro prossimo.
 
 
È necessario quindi fare delle distinzioni tra i tipi di fonti: le possiamo classificare in “non rinnovabili” e “rinnovabili”. Le prime possono essere suddivise ancora in “combustibili fissili” (ovvero fonti primarie per produrre energia nucleare, tipo l’uranio) e “combustibili fossili”. Questi ultimi includono petrolio, gas naturale e carbon fossile. I primi due non sono distribuiti in maniera uniforme su tutto il pianeta, ci sono zone più ricche e altre meno ricche; per quanto concerne il carbon fossile invece, il reale problema non è il consumo (sul pianeta ne è presenta ancora un’ingente quantità che ne permette l’utilizzo per qualche secolo) ma gli effetti: esso infatti rilascia una considerevole quantità di biossido di carbonio, la quale danneggia fortemente l’atmosfera.
 
Le fonti rinnovabili invece sono state tra le prime ad essere sfruttate dall’uomo; attualmente sono varie. Si può citare: – La legna, o in generale le biomasse, sono state tra le prime fonti utilizzate dall’uomo; – L’energia idraulica, utilizzata per produrre energia nelle centrali idroelettriche; – L’energia eolica, ponendo alcune pale in determinati luoghi, il vento le mette in azione e si ricava energia; – L’energia solare, un settore che si evolve giorno per giorno: un esempio lampante è la diffusione dei pannelli solari nelle abitazioni che sta costellando tutta l’Europa e non solo.
 
Il vantaggio che si può trarre dalle fonti rinnovabili rispetto ai combustibili fossili è quello di ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica (o biossido di carbonio), le quali sono molto dannose per l’uomo. Attualmente, l’obiettivo che molti studiosi si sono prefissati è quello di riuscire a creare un sistema energetico a base di idrogeno, ad esempio sfruttando le acque marine. Riuscendo a trovare un sistema del genere, si immetterebbe soltanto acqua pura o in forma liquida o sotto forma di vapore. In realtà è già stato trovato un modo per tale sistema ma c’è un problema legato ad i costi che lo rende controproducente.
 
Approccio minimalista
 
I progetti architettonici tendono a ridurre dimensioni e accessori non indispensabili: dopo aver esplicitato le necessità che danno efficacia all’opera, si cerca di minimizzarne la dimensione, razionalizzando e, al limite, ridifinendo il comfort offerto. Solo dopo aver eliminato gli eccessi, gli architetti si concentrano sulla molteplicità di soluzioni che aumentano l’efficienza e l’efficacia dell’opera.
Questo approccio ha immediato effetto sul consumo di suolo e sullo sfruttamento delle risorse naturali, e un beneficio successivo sull’economia di gestione dell’opera.
 
Riduzione dei consumi energetici
 
Per una corretta “progettazione energetica” occorre considerare quattro fattori:
l’approccio bioclimatico (orientamento, soleggiamento e ombreggiamento, ventilazione naturale);
la coibentazione dell’involucro edilizio (riduzione del fabbisogno energetico per riscaldare e raffreddare i locali abitati);
il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili (biomasse, geotermia, fotovoltaico, solare termico, micro eolico);
l’efficienza degli impianti (riduzione dei consumi a parità di prestazione).
Se i primi due fattori sono correlati alle caratteristiche dell’edificio (dette anche caratteristiche “passive” dell’edificio), gli ultimi due sono propri degli impianti.
 
Uso razionale della risorsa idrica
 
Un ulteriore aspetto è riferito al corretto utilizzo della risorsa idrica, con l’adozione di tecnologie in grado di riusare l’acqua piovana per usi secondari, o di consentire una elevata permeabilità dei terreni.
Utilizzo di materiali bioecologici
a scelta di materiali e prodotti sulla base di un ecobilancio, che confronta tra loro i prodotti valutandone i diversi impatti ambientali prodotti in tutte le fasi del ciclo di vita.
La scelta di materiali naturali (es. legno e collanti vegetali, o prodotti realizzati a partire dalla Canapa ([4]) permette di vivere in ambienti belli e salubri.
 
Riciclo e riuso
 
Principi fondamentali nella pratica della sostenibilità, riferiti sia al singolo materiale che all’intero manufatto. Per tale motivo l’architettura sostenibile privilegia i sistemi di costruzione “a secco”, o l’uso di elementi modulari, perché sono facilmente smontabili e riusabili. In base allo stesso principio, si cerca di privilegiare il riuso di materiali e il riuso delle strutture e degli edifici, evitando il consumo di suolo e di materie prime.

 

Rispondi

Continua a leggere