Efficienza termica e le nuove regole dell’Unione Europea

Novità per il settore del riscaldamento domestico e la produzione di acqua sanitaria, nascono le nuove etichette che tutti i produttori, installatori e rivenditori dovranno apportare sui prodotti disponibili del mercato. Queste etichette daranno maggiori informazioni in riferimento ai consumi energetici ed impatto ambientale. Una nuova normativa  che ogni Stato all’interno dell’Unione Europea ha l’obbligo di rispettare apportando l’etichetta su tutti i prodotti che producono calore ed acqua calda sanitaria con potenza inferiore ai 70kW. Questo riguarda anche il solare termico con serbatoi inferiore ai 500lt.

Da settembre 2015, dunque, troveremo sui prodotti, due etichette differenti. Un’etichetta di cui il responsabile è il produttore rivolta ai singoli componenti, l’altra etichetta di pacchetto, con l’installatore come responsabile che si riferisce all’impianto di riscaldamento e quello della produzione dell’acqua calda. In quest’ultima etichetta sono riportati ulteriori dati non semplici da calcolare, è inoltre molte simile all’etichetta utilizzata già da diverso tempo dai prodotti elettrodomestici e dalle lampadine da A+++ a G. La nuova normativa già in vigore da qualche mese copre il 15% degli obiettivi prestabiliti dall’Unione Europea per il 2020, considerando che il settore delle caldaie e degli scaldabagni rappresentano il 16% e il 2,8% dei consumi. In relazione a questa nuova norma è nato un progetto che permette di fare formazione per produttori rivenditori ed installatori. Il tutto finanziato dalla Commissione Europea.

LabelPackA+ è un programma che si occupa di formare e d’informare i cittadini, attraverso campagne pubblicitarie di sensibilizzazione. Campagna di comunicazione ben studiata che indirizza e rende, il cittadino, consapevole della scelta all’interno di un mercato ricco di offerte.

La maggior parte degli impianti attualmente installati, sono datati e non brillano per efficienza energetica. Assoterm e Legambiente con altri paesi Europei promuovono il progetto, in quanto è molto importante lavorare su diversi fronti per sensibilizzare i cittadini invertendo la rotta di pensiero. Il responsabile di Legambiente spiega, che il mercato delle caldaie è un settore molto importante, tramite uno studio effettuato su 19 milioni di caldaie, la maggior parte ha 15 anni di vita. Nel 2020, quando, la maggior parte saranno state sostituite il risparmio energetico in Europa, sarà equivalente all’energia prodotta da 47 reattori nucleari del tipo di Fukushima, 56 milioni di tep, che si possono tradurre in mediamente 400 euro l’anno risparmiati per le famiglie.

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