Edifici a consumo energetico zero (ZEB)

Il grande interesse e la forte sensibilità rivolta negli ultimi anni alle tematiche ambientali ha comportato lo sviluppo di interessanti programmi d’azione e politiche internazionali orientate alla riduzione dei consumi di energia primaria e delle emissioni di anidride carbonica.

 A tal proposito si ricordano il Protocollo di Kyoto e il Pacchetto 20-20-20 dell’Unione Europea.
Il primo fa seguito alla convenzione quadro delle Nazioni Unite relativa ai cambiamenti climatici, ed è uno dei più importanti strumenti giuridici internazionali volti a fronteggiare le problematiche del clima. Tale protocollo racchiude una serie di impegni che i paesi industrializzati devono rispettare, affinché siano ridotte le emissioni di gas ad effetto serra, nonché grandi responsabili del riscaldamento del pianeta.
Il secondo invece riguarda il pacchetto clima-energia approvato dal Parlamento dopo 11 anni di lavoro, che mira a conseguire gli obiettivi che l’UE si è fissata per il 2020: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili. Tale pacchetto comprende inoltre provvedimenti sul sistema di scambio di quote di emissione e sui limiti alle emissioni delle automobili.

Per contrastare i problemi relativi al consumo energetico e la conseguente variazione climatica è possibile intervenire anche nel settore edilizio, poiché è il responsabile del 40% dei consumi di energia e del 25% delle emissioni di CO2.
Per far fronte a tale situazione l’UE e gli Stati Uniti d’America si sono prefissati diversi obiettivi, tra i quali la promozione dei cosiddetti “edifici a energia ed emissioni zero”, conosciuti anche come ZEB (Zero Emission/Energy Building), capaci di ridurre il consumo di energia ma anche di produrla attraverso fonti energetiche rinnovabili, perseguendo come principale obiettivo quello delll’autosufficienza energetica.

Qual è la definizione di Zero Emission/Energy Building?
Le definizioni e le interpretazioni possibili sono varie e diverse tra loro. L’espressione “Zero Emission” indica la produzione di energia (calore ed elettricità) ma può indicare anche la trasformazione dell’energia stessa da una forma ad un’altra, senza che vi sia nessuna delle emissioni che generalmente si liberano a seguito della combustione di combustibili fossili, come per esempio la CO2. Pertanto sarà possibile affermare che negli Zero Emission Building l’emissioni nette di carbonio derivanti da tutta l’energia utilizzata nell’abitazione saranno pari a zero.

Uno “Zero Energy Building” non è altro che un edificio residenziale o commerciale in cui il fabbisogno energetico viene soddisfatto tramite impianti che producono energie da fonti rinnovabili, capace pertanto di ridurre drasticamente la quantità di energia di cui necessita grazie alla progettazione di un involucro efficiente e grazie all’ottimizzazione dei guadagni termici.

E’ possibile affermare che alla base della definizione di Zero Energy Building ci sia l’idea che tali strutture possano essere in grado di soddisfare tutte le proprie esigenze energetiche attraverso fonti di energia a basso costo, disponibili in loco, rinnovabili e soprattutto non inquinanti.

Per ottenere uno “ZEB” è importante che si facciamo coincidere tre grandi strategie:
1. il risparmio energetico (edificio e involucro)
2. l’efficienza energetica (impianti)
3. la produzione di energia da fonti rinnovabili

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