E’ DAVVERO UN PROBLEMA L’ UMIDITA’ PER GLI EDIFICI IN LEGNO?

Questa è una domanda che spesso ci viene posta, e diciamo che l’argomento si colloca, se cosi possiamo dire, in un settore più ampio che racchiude tante delle problematiche riguardanti il degrado dei moderni edifici a struttura portante in legno come appunto le case prefabbricate o meno inflazionata la classificazione del termine Bio Edilizia.

Questi sistemi costruttivi costituiscono davvero un’alternativa alla tradizionale muratura e pertanto devono garantire un’ alta durata nel corso tempo, a partire dagli elementi strutturali portanti, che vanno preservati dal degrado proteggendoli dall’azione diretta degli agenti corrosivi ed usuranti, come le intemperie (pioggia, neve, grandine, irraggiamento diretto del sole) ed evitando il contatto continuativo con l’acqua proveniente da piogge battenti sulle pareti della casa, sul ristagno sui marciapiedi se non è stato dato un buon livello di pendenza e non si sono fatti i dovuti scarichi dei pluviali sotto traccia, e dalle risalite per capillarità dal terreno, condensa o infiltrazioni.

Maggiore è l’attenzione per le case in mattoni, molto più delicate rispetto ad una parete strutturata x-lam sotto l’aspetto umidità e capillarità, tenendo conto che il classico mattone forato, si impregna molto più velocemente e trattiene l’acqua residua molto più a lungo, asciugandosi mai perfettamente a causa degli intonaci che non lasciano traspirare la parte strutturale e, non essendoci riciclo d’aria, la parete non ha sfogo.

Nessuno può conoscere bene queste situazioni se non ha mai costruito, nessuno può dire con certezza quali sono i problemi di costruzione se non ha mai alzato una cazzuola, solo chi ha costruito tanto ed in cantiere per 10/12 ore al giorno può dirvi la realtà delle cose e, come evitare di ritrovarsi a vivere in una casa problematica sotto l’aspetto gestionale e manutentivo.

Esempio: I pilastri di una casa tradizionale, sono appoggiati su di un plinto armato totalmente interrato ovviamente e, solitamente si mette ad un livello tale, che sia in grado di avere le caratteristiche di portata adeguate per sorreggere i pesi superiori, ecco tante volte a quei livelli nasce spontaneamente l’acqua, che può essere di falda particolarmente alta, di capillarità del terreno stesso, cosa succede quindi, il pilastro in cemento risucchia piano piano ed in continuazione l’umidità l’acqua e la trasporta su, per tutta la lunghezza del pilastro sovrastante e cosa fa poi…la distribuisce ai muri che fanno da spugna e che a causa degli intonaci non lasciano più fuoriuscire dall’edificio.

Il problema è sempre e solo uno, i soldi…, concetto con il quale ci dobbiamo tutti uniformare, chi più chi meno, ma va indubbiamente fatto un ragionamento serio quando si costruisce casa, di fatto il cliente medio, pensa sempre di poter trovare l’azienda migliore sotto questo aspetto, trascurando inconsapevolmente la qualità dell’edificio che dovrà realizzare, ovviamente è risaputo che meno si spende meno si ottiene e, che i problemi stanno iniziando in quel esatto momento in cui si è optato per l’azienda più economica.

La cosa che bisogna imparare a guardare e ad analizzare è il capitolato, le schede tecniche vedere con attenzione cosa ti da l’azienda e farti garantire che sarà esattamente quello che arriva in cantiere, il lavoro della D.L. è importantissimo e deve avere ottima conoscenza dei prodotti e dei materiali generali utilizzabili per l’edificazione di un edificio cosi importante come la casa.

I mezzi per fare una casa di qualità ci sono, non è un’ utopia, con i sistemi che ci sono oggi a disposizione è molto più difficile fare una casa di scarsa qualità che una di ottima fattura, basta essere concreti e rispettosi con i propri clienti, bisogna avere passione nel proprio lavoro e cosa importantissima, avere massima stima e rispetto per il cliente che è venuto da te e crede in te e, che ti farà pubblicità positiva o negativa negli anni a seguire.

Sotto l’aspetto più tecnico la durata della costruzione è garantita dai pacchetti di rivestimento esterni ed, in particolare dall’isolamento in termo cappotto di facciata intonacato che rappresenta l’elemento protettivo dal degrado della struttura e di tutte le parti in legno dell’edificio, a prescindere dal sistema scelto (telaio o massiccio) e dal materiale impiegato per la coibentazione (EPS, sughero, lana minerale o fibra di legno). Il cappotto termico esterno è estremamente importante è la corazza protettiva della casa, è quindi evidente l’importanza delle manutenzioni che devono garantire il buono stato dell’intonaco e di tutte le parti dell’edificio esposte esternamente, dando per scontata una corretta progettazione ed installazione a monte.

Alle nostre latitudini, un edificio in legno non risente pertanto della presenza di alti tassi di umidità esterni (come in Pianura Padana), mentre la situazione cambia radicalmente nelle regioni caratterizzate da climi più estremi (come nei tropici).

Nelle aree marittime, ad esempio la salsedine è un problema comune di tutti gli edifici, non solo per le parti in legno, (che comunque abbiamo visto che per la stragrande maggioranza sono racchiuse da involucri isolanti) coinvolgendo praticamente ogni elemento di una costruzione, anche in muratura, come gli intonaci, le tinteggiature e le parti in metallo.

In questo caso gli intonaci dovrebbero essere traspiranti ed idrorepellenti, nonché in grado di resistere efficacemente agli sbalzi di temperatura e all’azione diretta dell’irraggiamento estivo.

Le altre parti in legno, come le gronde, le sporgenze del tetto, gli eventuali pilastri e le strutture dei balconi, si possono rivestire a loro volta con materiali al fine da assicurarne una corretta protezione dal salnitro, mentre finestre ed elementi di oscuramento (persiane, tapparelle) andrebbero sempre scelte in alluminio o pvc.

Esposti all’esterno all’azione della salsedine gli elementi in legno tendo ad assumere rapidamente una colorazione grigia, pur trattandosi di una situazione superficiale, che può essere corretta con frequenti manutenzioni e prodotti impregnanti specifici (che possono ritardare gli effetti dell’esposizione prolungata a questo agente). Molto più seria è l’esposizione diretta con fonti di umidità, che può dare vita a fenomeni di serio deperimento della struttura, questo però difficilmente può succedere con le normative ed i sistemi che si utilizzano oggi, sarebbe la stessa cosa anche con i muri in mattoni.

Se qualsiasi struttura portante viene appoggiata sull’acqua è ovvio che prima o poi si danneggia, con delle differenze specifiche comunque, vedi la situazione della laguna di Venezia, parte della città è risaputo che è appoggiata su pilatri di legno, anche questo argomento è molto importante e lo tratteremo nei prossimi blog.

 

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