Case in legno antisismiche

Ancora una volta, un avvenimento tragico come quello accaduto in Nepal negli scorsi giorni ha riportato alla luce tematiche molto importanti relative alla sicurezza degli edifici pubblici e privati.

L’Italia, investita più volte da forti terremoti, rimane uno dei paesi europei con maggiore rischio sismico e nonostante ciò conta ancora un numero elevatissimo di costruzioni che non rispettano le norme di sicurezza antisismiche.

Il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel maggio del 2012 ha riportato esisti tragici, proprio a causa dell’inosservanza di fondamentali disposizioni di sicurezza che dovrebbero essere imposti a tutti gli edifici di tutto il territorio nazionale, affinché questi possano risultare in grado di resistere, senza riportare danni, anche a terremoti di media intensità (magnitudo 5-6 sulla scala Richter).

La prevenzione antisismica prevede la costruzione di strutture solide e stabili in grado di opporre resistenza alle spinte dinamiche orizzontali, non presenti nelle condizioni statiche ordinarie.

Per gli edifici tradizionali si impiegano il cemento armato o l’acciaio per assolvere (egregiamente) a questo compito, ma anche una struttura in semplice muratura può difendersi da forti terremoti se concepita come una sorta di “scatola” rigida, in cui tutti gli elementi (solai, tetto, pareti interne ed esterne) sono connessi fra loro.

Gli edifici antichi realizzati in laterizio, come per esempio le chiese, hanno altissime probabilità di crollare, poiché viene meno la funzione legante della malta, diventata con il passare degli anni troppo fragile ed incapace di connettere i conci tra loro.
Anche i vecchi capannoni industriali, pur essendo costruiti con strutture in cemento armato precompresso, risentono notevolmente degli effetti negativi dei terremoti, proprio perché le travi sono solo appoggiate sui pilastri con una cerniera e il loro compito è quello di sorreggere la copertura soprastante.


Le nuove costruzioni sono quelle che hanno risentito meno del terremoto, infatti queste sono rimaste in piedi e non hanno riportato danno significativi, questo perchè grazie alle norme vigenti è previsto un incastro, capace di resistere e di disperdere le sollecitazioni orizzontali del sisma.

Uno dei timori più grandi di coloro che desiderano acquistare una casa in legno è quello relativo al comportamento della struttura in caso di sisma. I grandi pregiudizi riguardanti tali strutture, mettono in ombra aspetti e vantaggi tipici del legno, scordando che si tratta di un materiale estremamente elastico, a differenza del laterizio e del calcestruzzo non armato, che consente la realizzazione di abitazioni stabili, solide e sicure anche in quelle zone colpite frequentemente da terremoti di magnitudo elevata (7-8 gradi Richter).

E’ doveroso sottolineare che per la maggior parte della ricostruzione avvenuta nei paesi devastati dal terremoto dell’Abruzzo nel 2009 si è chiesto l’intervento di aziende costruttrici di case prefabbricate in legno e non solo per i tempi di realizzazione molto rapidi rispetto a quelli richiesti dai sistemi tradizionali.


Una casa prefabbricata in legno realizzata in una località caratterizzata da un elevato rischio sismico non ha bisogno di un sovradimensionamento strutturale rispetto alle strutture realizzate in zone a basso rischio (va comunque verificata la capacità di controventamento delle pareti interne ed esterne ai carichi orizzontali, soprattutto in presenza di vetrate o di pochi muri interni).
Una grande parte del lavoro viene svolta dagli ancoraggi in acciaio utili al collegamento delle pareti alla platea di fondazione, che dovranno essere dimensionati per disperdere efficacemente nel terreno le forze di accelerazione provenienti dall’edificio.


Le case in legno sono una soluzione ideale e collaudata, perfettamente in linea con le attuali esigenze costruttive sia in tema di risparmio energetico e sostenibilità ambientale, sia a livello di sicurezza antisismica per i propri abitanti.

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