Oggi parliamo di edifici ZEB e NZEB: cosa sono?

Oggi parliamo di edifici ZEB e NZEB: cosa sono?

La definizione corretta è “Zero Energy Buildings” e i “Near Zero Energy Buildings”

Sempre più spesso nel settore dell’edilizia moderna si sente parlare di ZEB e NZEB ma, per i meno esperti il concetto alla base di questi acronimi è ancora piuttosto sconosciuto, vediamo di fare chiarezza.

Gli edifici definiti ad “energia zero” o “energia quasi zero” appartengono a quella tipologia di edifici, residenziali o non, per i quali il rapporto tra l’energia prodotta e quella consumata è pari a (Zero Energy Building) o prossimo (Near Zero Energy Building) a zero.

A fronte di una definizione tanto semplice e affascinante, la realizzazione di un edificio ad energia quasi zero implica una sforzo progettuale notevole ed una tecnica accurata e ben integrata.

Da un lato è infatti necessario ridurre al minimo le dispersioni e gli aumenti di calore indesiderati attraverso la realizzazione di un involucro in legno altamente isolante e lo studio delle ombreggiature.

Dall’altro lato è importantissimo che l’edificio produca da sé l’energia necessaria per ventilazione/climatizzazione, illuminazione, produzione di acqua calda sanitaria e altri consumi attraverso l’ausilio di fonti rinnovabili e sistemi passivi di riscaldamento e raffrescamento.

Principali caratteristiche degli edifici ad energia quasi zero

Indipendentemente dalla scelta costruttiva e dalla tipologia di edificio, esistono caratteristiche imprescindibili che devono essere considerate e applicate nella progettazione e realizzazione di un edificio ad energia quasi zero:

1. deve essere sviluppato uno studio sull’orientamento e sulle ombreggiature dell’edificio in modo che siano massimizzati gli apporti solai gratuiti nei mesi invernali e ridotti in quelli estivi;

2. l’involucro opaco e trasparente dell’edificio deve avere ottime caratteristiche di isolamento termico;

3. durante la fase proggettuale devono essere eliminati, o per lo meno ridotti al minimo, i ponti termici dell’edificio, ossia tutti i “punti deboli della struttura” dove il possibile scambio di calore con l’esterno è maggiore;

4. deve essere progettata e applicata la tenuta all’aria per evitare dispersioni di calore indesiderate;

5. gli impianti devono essere performanti, ottimizzati ed integrati e deve essere prodotta energia sfruttando risorse rinnovabili;

Altre caratteristiche peculiari degli edifici ad alta efficienza energetica sono indubbiamente la progettazione di sistemi di ventilazione naturale e/o meccanica, un sistema di impianto domotico per la gestione intelligente di impianti e dei relativi consumi.

La direttiva Europea in merito alle caratteristiche edifici ad energia quasi zero, ossia NZEB deriva da una specifica Direttiva europea, la 2010/31/UE (la nuova EPBD – Energy Performance Building Directive) che introduce il concetto di “energia quasi zero” per gli edifici di nuova generazione/costruzione sia pubblici che privati.

Tale direttiva disciplina che a partire dal 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere NZEB.

In Italia la direttiva è stata recepita attraverso un decreto che modifica D.lgs. 192/2005 introducendo, in particolare, l’art. 4-bis che stabilisce che a partire dal 31 dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione utilizzati da Pubbliche Amministrazioni e di proprietà dei medesimi, devono essere progettati e realizzati quali edifici a energia quasi zero.

Dal 1 gennaio 2021 la predetta disposizione è estesa a tutti gli edifici di nuova costruzione.

Il decreto stabilisce la definizione di requisiti minimi e metodo di calcolo che tengano conto sia delle caratteristiche termiche dell’edificio che degli impianti di climatizzazione e produzione di ACS ma entrambi sono ancora in fase di elaborazione/studio.

Alla lentezza della normativa sopra espressa si contrappongono però alcuni protocolli, come Passivhaus, Casa Clima, Arca, che permettono di certificare come ZEB edifici per i quali sono stati rispettati criteri standard di progettazione e realizzazione.

Qualsiasi sia il protocollo scelto, quello che li accomuna è l’attenzione rivolta ad un studio di progettazione sempre più integrata e mirata al risparmio energetico ed alla massimizzazione del comfort interno.

Scritto da Costruire Bio Srl Martedì, 07 Maggio 2019 15:53
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