La grande novità: Sisma bonus 2017

La grande novità: Sisma bonus 2017

Il 2017 è un anno che porta a piccole riprese economiche, novità tecnologiche e nuovi incentivi, circa un mese fa infatti, dal primo Marzo è in vigore la nuova detrazione fiscale che prevede un maggior incentivo per interventi in messa in sicurezza ed adeguamento sismico. Da quest'anno è possibile avere la classificazione del rischio sismico della costruzione, che permetterà di avere un'idea della situazione dell'immobile e di intervenire usufruendo delle agevolazioni fiscali varate dal governo nella Legge di Stabilità del 2017.

Gli interventi interessati comprendono le zone 1, le zone 2 ed anche le zone a medio rischio sismico le 3. Tutte le spese sostenute per interventi anti sismici a partire dal primo dell'anno possono usufruire di un'importante detrazione fiscale pari al 50% fino ad euro 96.000,00 per quanto riguarda le zone 1 e 2 ovvero quelle ad elevatissimo rischio sismico. Si potrà, con il Sisma bonus, arrivare ad una detrazione pari al 80% se gli interventi riducono di 2 punti la classe di rischio. Lo sconto Irpef salirà dunque del 50%, del 70% e del 80% per le abitazioni e del 75% e 80% per i condomini. Per poter usufruire di queste detrazioni è necessario fare parte delle zone sismiche 1, 2 e 3, i lavori dovranno per l'adeguamento dovranno essere effettuati tra il 1° di Marzo 2017 al 31 Dicembre 20121. Inoltre i lavori dovranno portare ad una riduzione del rischio di 1 classe o 2 classi. Gli interventi devono essere destinati ad abitazioni private, prima e seconda casa, condomini e immobili per le attività. Il sisma bonus è destinato sia per abitazioni come prima casa che per la seconda casa. Questo è possibile però rientrando nei parametri richiesti. Maggiore è l'intervento per la riduzione del pericolo e maggiore sarà la detrazione da poter utilizzare. Il tetto massimo è di 96.000,00 € e si potrà recuperare la detrazione fiscale in 5 anni anziché i 10 anni.

Quali sono dunque le zone interessate? Purtroppo abbiamo sempre saputo dell'elevato rischio sismico dell'Italia, ma possiamo affermare che negli ultimi 10 anni, abbiamo potuto trovarne riscontro, un'Italia spaccata in due dal terremoto. Le aree più a rischio risultano essere quelle lungo gli Appennini. Gli avvenimenti degli ultimi periodi e gli studi hanno in base ad un provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2003 individuato 4 gruppi, dividendo così le zone più a rischio. La zona 1 comprende 708 comuni è la zona definita ad alta sismicità e comprende i comuni nella quale recentemente si sono registrati i maggiori disastri ambientali. La zona 2 comprende 2.345 comuni, viene considerata media sismicità. La zona 3 è considerata un zona soggetta a terremoti modesti, la zona 4 è la meno esposta al verificarsi di eventi sismici.

Scritto da Costruire Bio Srl Mercoledì, 26 Aprile 2017 08:59
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