Contributi regionali per la prima casa.

Periodicamente, la maggior parte delle regioni italiane avvia politiche di agevolazione e sostegno all’acquisto della prima casa, attraverso l’istituzione di bandi per l’accesso a mutui regionali agevolati.

Le agevolazioni predisposte differiscono da una regione all’altra, ma possono essere raggruppate in tre categorie.

Erogazione di contributi all’acquisto, a fondo perduto una tantum, per importi fino a 50.000 euro. In questo caso i beneficiari del sostegno regionale si vedono di fatto ridurre il prezzo di acquisto dell’immobili di una somma pari al contributo ricevutoRiduzione dello spread applicato tramite convenzione tra la Regione e un gruppo di banche regionali e nazionali operanti sul territorio: in questo caso la giovane coppia accende un mutuo che prevede interessi agevolati, inferiori anche di 0,50% rispetto alla media di mercato, andando a maturare un considerevole risparmio sul montante interessi pagatoOfferta di garanzia regionale presso l’istituto di credito erogante il mutuo. In questo caso la regione offre la sua garanzia alla cessione del credito, così che coppie o famiglie che normalmente non avrebbero accesso al credito bancario, forti della garanzia istituzionale, possono accendere un mutuo anche fino al 100% del valore dell’immobile.

L’accesso ai contributi regionali per i mutui agevolati prevede il possesso di requisiti, abbastanza comuni regione per regione.

I richiedenti devono essere giovani coppie con età fino a 35 anni, famiglie numerose (almeno 3 figli a carico) o genitori single con figli a carico. Alcune regioni limitano l’accesso al mutuo regionale agevolato solo alle giovani coppie per l’acquisto della prima casail reddito complessivo del nucleo famigliare deve essere inferiore a 35.000 euro. Tutte le regioni usano come determinante il cosiddetto ISEE, indicatore della situazione economica equivalente. Si tratta di un indicatore che considera sia il reddito percepito, il  patrimonio immobiliare posseduto e le peculiarità del nucleo familiarei richiedenti devono essere residenti nella regione che eroga il contributo e devono essere cittadini italiani, ovvero extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in Italia da 3 annil’immobile deve essere necessariamente adibito a prima casa, intesa come luogo di dimora e residenza, e non deve avere requisiti tali da essere identificato come abitazione di lusso.

Scritto da Martedì, 14 Gennaio 2014 20:07
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